Pro Loco di Siniscola



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Elenco Pro Loco Prov. di Nuoro

Il paese



Siniscola è un comune di 11.479 abitanti della costa orientale della Sardegna, in provincia di Nuoro, nella regione storica delle Baronie, della quale rappresenta il centro più importante.

Tra i reperti risalenti all'età prenuragica sul territorio di Siniscola, i microliti geometrici in selce e ossidiana del tipo a trapezio e a semiluna, attribuibili al Neolitico AnticoMedio (6000 a.C.), sono stati raccolti in passato nelle dune di Capo Comino, mentre si possono trovare evidenti tracce di frequentazione umana, risalenti al neolitico all'esterno della grotta di Elène Portiche sita sul versante occidentale di Monte Lattu e nel terreno circostante sono stati ritrovati frammenti di vasi decorati (seconda metà del 5000 a.C.)

Sul Montalbo (Arbu) sono presenti: nuraghe sas piperas, nuraghe di punta 'e su pitzu e bona fraule, nuraghe concas, nuraghe sa punta 'e sa thurulia, nuraghe punta nurache, nuraghi punta su ramasinu, e nuraghe punta ischiriddè; grotta sa prejone e s'orcu, grotta sa conca ruja. Sul monte Lattu nuraghe sa gurutta. Ai piedi di Monte Tintiri, non lontano dalla strada che conduce a La Caletta il nuraghe gorropis. Nuraghe sa domo bianca, il cui monumento è situato presso la foce del rio di Siniscola all'interno del giardino di un'abitazione. Nuraghe conca umosa, nuraghe paule 'e luca e il villaggio di Rempellos nei pressi di Bèrchida. Nuraghe artora, sull'estrema punta di Capo Comino a 158 m di altitudine. Nuraghe nidu de abile, a Capo Comino ridotto ormai ad un cumulo di rovine sulla cima dell'omonima punta (126 m s.l.m.). Domus de' Janas di Cuccuru 'e Janas nella strada provinciale tra Siniscola e La Caletta. Tombe di Giganti di su piccante, di sas colovranas e su itichinzu tra Capo Comino e Irgoli.

Nell'anno 1100, nella curatoria di Posada, i giudici del giudicato di Gallura edificarono il castello della fava, che dal 1294 fu sotto il dominio Pisano, nel 1324 fu ceduto agli aragonesi e in seguito passò ai giudici di Arborea fino al 1409. Dal 1300 la Gallura venne assoggettata direttamente a Pisa a mezzo di un vicario. Per opera dei Pisani, Terranova e Orosei, vennero cinte da mura e passarono allo status di comuni, vengono contemporaneamente potenziati i porti di Terranova, Orosei, Santa Reparata, Posada e Santa Lucia di Siniscola. L'evoluzione forzata si interruppe per effetto degli eventi storici. Con la conquista Catalano-Aragonese del 1323 si conclude definitivamente la storia giudicale e nella metà del Trecento gli Aragonesi frazionano la Gallura giudicale in varie entità amministrative sancendo la definitiva divisione del territorio giudicale tra l'odierna Gallura e quello dell'antica bassa Gallura (attuale Baronia) con epicentro a Orosei. Nel 1431 Posada fu infeudata dalla Casa di Aragona ai Carroz, conti di Mandas e Terranova, elevata al rango di Baronia ed organizzata come capoluogo dei villaggi Torpè, Siniscola, Lodè.

Nel 1514 i Mori raggiunsero le coste di Siniscola, approdarono senza incontrare resistenza e saccheggiarono Siniscola, Torpè e Lodè. Per queste continue scorrerie, gli abitanti di Lodè, Torpè e Siniscola minacciarono di abbandonare i loro villaggi e trasferirsi attorno alla Rocca di Posada, in attesa di un sistema di difesa adeguato. Tra il 1500 e il 1600 per ordine di “Capita y alcait" di Castel Aragonese, in seguito al viaggio di perlustrazione che nel 1573 fece Don Marco Antonio Camos, capitano di Iglesias furono costruite le torri litoranee in posizione strategica e di difesa delle popolazioni costiere, più esposte ai pericoli di invasioni dei pirati in tutta la Sardegna e di queste tra Siniscola e Posada ben si conservano le torri di San Giovanni di Posada e di Santa Lucia di Siniscola. Nel febbraio del 1581 i Barbari sbarcarono in forze presso Santa Lucia (dove ancora non c'era la torre, la cui costruzione inizio' poco dopo) e depredarono, uccisero, fecero prigionieri. Ma sulla via del ritorno alle loro navi, trovarono le squadre armate di Bernardino Puliga, giustamente poi divenuto il principale eroe locale siniscolese (nobile originario di Sassari), che li sconfisse, li mise in fuga, recupero' il bottino, libero' i prigionieri e, già che c'era, ne catturo' tre bandiere. I Baroni che si successero nel territorio della Baronia non ebbero mai molta cura del feudo, tanto che nel 1623, il consiglio del Real patrimonio d'Aragona, sequestrò il feudo al legittimo titolare Michele Portugues, il quale non vi aveva organizzato alcun sistema difensivo contro i pirati Saraceni, e lo costrinse a procedimenti giudiziari di riscatto che poi lo condussero alla perdita fallimentare della proprietà e del titolo. L'esempio fu seguito da altre città e la rivolta si propagò per tutta la Sardegna, provvisoriamente governata dalla Reale Udienza. I moti rivoluzionari dell'epoca interessano anche la Baronia di Posada, ma le rivolte non riguardavano direttamente i Savoia, bensì erano condotte contro i baroni dei centri abitati di Posada, Siniscola, Lodè e Torpè rappresentati in un unico feudo posseduto da Donna Marianna Nin Zatrillas, Duchessa di Sotomayor e moglie di Don Modesto della Escossura che viveva in Spagna e riceveva i benefici feudali dagli amministratori residenti in Sardegna. Tuttavia le persone che facevano parte dei moti rivoluzionari in Baronia come nel resto dell'isola furono schedate nei singoli mandamenti giudiziari Piemontesi, documenti presenti oggi nell'archivio di Stato di Torino.







 

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